Sapessi com’è strano

Strano come il periodo che stiamo cercando di lasciarci alle spalle. Strano come il modo in cui ciascuno di noi lo ha vissuto e pensato. Strano come una Milano che non avevamo mai immaginato prima.

 

Tutto questo trova eco in 16 racconti, 16 storie di vita al tempo del coronavirus, che fanno riflettere ma anche sorridere perché ognuno può ritrovare nei personaggi un po' di se stesso, del partner, dei figli, del vicino di casa, del collega di lavoro...

 

Sapessi com'è strano interpreta le speranze, i sogni, gli incubi, la volontà di rinascita di tutti noi, dando voce a persone di ogni generazione e condizione che hanno affrontato il lockdown. E guarda a un dopo che non si manifesta tutto in una volta, ma che sta riprendendo forma, giorno dopo giorno.

 

L'abbiamo scelto perché ci siamo ritrovati, come i protagonisti, a immaginare un futuro, e perché mai come in questo frangente Piacenza e Milano – che molti di noi piacentini hanno frequentato e di cui in qualche caso hanno fatto la loro città di elezione – sono state vicine, tanto nella sciagura quanto nella voglia di rinascita.

 

L’autore e l’editore di Sapessi com’è strano hanno scelto di devolvere l’intero ricavato delle vendite al Fondo di Mutuo Soccorso per il Coronavirus del Comune di Milano: se l’emergenza è ormai riassorbita, servono risorse per ‘curarne’ gli effetti.

Piacenza Legge

Mezzo secolo fa, sui libri di geografia delle scuole elementari, si leggeva: “Piacenza è un importante nodo ferroviario, stradale e autostradale”. Oggi molte cose sono cambiate, le connessioni immateriali sono molto più rapide delle infrastrutture fisiche, la combinazione delle due è imprescindibile. Ma trova senso se connette persone.

È questo l’obiettivo di Piacenza legge: connettere persone attraverso momenti di convivialità – per ora online, vis-à-vis appena sarà possibile – attorno alla lettura. Connessioni rispetto alle quali Piacenza – dove gli ideatori di questo progetto sono nati, si sono incontrati e hanno creato relazioni rimaste salde nel tempo anche se la vita li ha portati altrove – non è centro, ma nodo. Crocevia, si sarebbe detto una volta.

Perché la lettura? Perché Piacenza ha il gusto per le cose buone. E quando si mette a tavola è più contenta se ci sono anche gli amici, piacentini e non. Piacenza legge come mangia. Con lo stesso gusto e la stessa voglia di stare insieme.


La conversazione del 30 aprile è il primo di una serie che speriamo ricca e stimolante.

Ti invitiamo a partecipare con suggerimenti, idee e critiche (costruttive!). È un progetto aperto a tutti, che cresce con il contributo di tutti.

Passa parola!

Paola e Simona

Chi siamo

Paola Subacchi, economista, emiliana e londinese

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Simona Mazzolini, giornalista, emiliana e provenzale 


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