Strano come il periodo che stiamo cercando di lasciarci alle spalle. Strano come il modo in cui ciascuno di noi lo ha vissuto e pensato. Strano come una Milano che non avevamo mai immaginato prima.

 

Tutto questo trova eco in 16 racconti, 16 storie di vita al tempo del coronavirus, che fanno riflettere ma anche sorridere perché ognuno può ritrovare nei personaggi un po' di se stesso, del partner, dei figli, del vicino di casa, del collega di lavoro...

 

Sapessi com'è strano interpreta le speranze, i sogni, gli incubi, la volontà di rinascita di tutti noi, dando voce a persone di ogni generazione e condizione che hanno affrontato il lockdown. E guarda a un dopo che non si manifesta tutto in una volta, ma che sta riprendendo forma, giorno dopo giorno.

 

L'abbiamo scelto perché ci siamo ritrovati, come i protagonisti, a immaginare un futuro, e perché mai come in questo frangente Piacenza e Milano – che molti di noi piacentini hanno frequentato e di cui in qualche caso hanno fatto la loro città di elezione – sono state vicine, tanto nella sciagura quanto nella voglia di rinascita.

 

L’autore e l’editore di Sapessi com’è strano hanno scelto di devolvere l’intero ricavato delle vendite al Fondo di Mutuo Soccorso per il Coronavirus del Comune di Milano: se l’emergenza è ormai riassorbita, servono risorse per ‘curarne’ gli effetti.